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Forcella Grande
Dura come graniglia torrentizia prosciugata dalla calura. Sincera come giogaia dilavata da tempeste notturne, da meridiana grandine calcinata. Possente come il Pelmo, sopra spalle di abeti. Leggera mi vorrei come i profili delle Rocchette, resuscitate dopo oscura violenza, sottili nell’aria verginale del mattino. Tra l’occhieggiare blu delle genziane, sono entusiasta come sono, ma solo finché dura. Discesa a valle, affioreranno colpe dai miei pori, e tornerò - come sempre – disossata ed incerta creatura.
Attraversando la Baviera
C’è un profumo di spezie, nella neve, bollente ricordo dei liquori notturni, là dove il vento soffiava nei cristalli e sui battenti. Canti nella burrasca, e cuori di pane, impastati di mandorle e pepe. Oggi, risplende freddo e chiaro nel mattino, ondeggiando in colline, il vasto altipiano, fiorito con esili rami rivestiti d’ombra e di ghiaccio, dentro banchi di luce nebulosa. Zolle di talpa e scure fronde, cespugli come raggiere candide… ogni cosa svela la sua sostanza di fiaba, sotto la crosta di neve, sottile. Attraversando, lenti, la Baviera.
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