Djerba

Impressioni di viaggio

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 La tessitrice di Djerba

 

Donna di Djerba, sguardo incandescente

bianca matrona in vesti da regina

conduci capra ed asino, con mani

brunite cuoci il pesce in riva al mare

 

Donna di Tataouine, donna speziata

dentro veli di porpora cammini

il tuo smalto scheggiato porge il muschio

 

E gli uccelli rosati sopra il mare

sono fiori con ali – tra gli ulivi

si distende il terreno, dolcemente

 

Con un volto di mandorle in foulard

stringi nodi veloci sul telaio

venticinque, cinquanta, ottantamila

con un liquido sguardo tu mi chiami

 

E poi mi dici: “Siediti, signora”

le dita chiare intrecciano colori

e mi domandi il nome, in un sorriso…

 

mentre il sale si spezza sullo Chott

e dune vive spostano il deserto,

tessitrice di Djerba, annodi un filo

di lana rosa intorno al polso mio

e pronunci le formule di augurio.

 

 

 

 

    Lingue di sabbia

 

Lingue di sabbia spazzano il terreno

e la nebbia vapora tra gli ulivi: è finito

l’inverno in Tunisia, senti nell’aria

avanzare il respiro del Sahara…

nei villaggi, le donne sono gonfie

di bambini e di veli, il pane

si porta sotto il braccio – lungo i muri

rallenta la vita degli uomini, seduti

nei mantelli di lana grezza, i volti

tatuati dal tempo …e noi scendiamo

a sud della vita, pelle e corpo

odorano di the alla menta e spezie!

A Djerba, ci salutano i veli della luna,

tra le palme s’inseguono i cani …

i ragazzi selvaggi, a Cheninì,

ci rincorrono, vogliono denari

per i loro cristalli di sale,

le fortezze dei Berberi urlano

nel vento, su montagne d’oro

e di rosa sgranato – con porte

trapassate da spiriti...più avanti,

oltre i sussulti della pista, le chiome

dell’oasi cantano, e più oltre

il ventre del deserto – sopra, il cielo.

 

 

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