"Luna - Notte"

Collage dal Web

 

tutte queste poesie le ho catturate in rete

sono di autori diversi (Antonella, Blumy, Callimaco, Carlo, Eby, Enzo, Erikaluna, Ivana, Lulalu, Marina, Marino, Merlino, Paola, Petra, Silva, Swan...Anna ...)

le ho riunite in un'unica atmosfera

     

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ringrazio Piermago per l'immagine
 

Silva


Dov'è finita la notte?

Come neve è la cruna della tua
luna, che mi rinnega.
E una ruga si copre di parole
e pagine, diari interrotti
in celestiali ore di vacua
finzione e pietosi stordimenti,
e l'alone bugiardo
resta un estuario d'attimi. Lassù
è la cifra labile, chiarore
d'azzurra cenere
nel fumo d'un buio perduto.

Ora ogni luce è sfatta
medusa in bilico,
malfermo il cielo.

 

ancora Silva

Rovescio la testa, mi vedo riversa

in su come nuvola, che di me

fa un verde riflesso di leccio

in festa, nel cielo illeso.

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 Swan


La sera brunisce le seduzioni
    in un brulichio di nostalgie soffuse
    come erbe infoltite
                          fra i sassi dei viali.

Mio, è il ricordo e il trauma del piacere,
    mia l'ossessione, muta, corrotta
    dalla notte.

Mio il lamento soffice


    e l'aria arsa sui muri di cinta
                             dell'essere donna.



             

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       Eby

    Abito, palustre,

    la coda accesa della luna,
    il semicerchio stillante
    a graffiare la notte con le dita,
    la polvere di stelle tra le cosce.

     Ho scoperto la morte, bella!
    - Vuoi forse fare l'amore con tua madre? -
    E l'ho odiata. Poi, sono andato a spasso
    attraverso il naso, l'occhio,     [nel cervello

  
  fino a palpare il sesso dell'ipòfisi,
    orgasmo di una sega circolare.

     Ora, sono così come mi vedi,
    - un non vivo - e siamo in tanti,
    ci diamo appuntamento al buio

   guarda, l'ultima a destra è la mia stella,

    quella dove scrivo, vivo,

    tutte le mie poesie.

  

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          Marina

    Assomiglia alla luna

 Assomiglia alla luna

questo spicchio sbiadito nel grigiore

sospeso sul mio giardino – è sabato

sono le sette e trenta, dorme

il condominio dentro le persiane

chiuse –  un gatto strofina

il dorso nero sulla corteccia

ruvida – non si muove

neppure una foglia

 

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 Ivana

Lacrime di luna

E' pure lacrima di luna
quella notte umida -di tante-
che scivola sulle ferite
del giorno come pioggia
sulle crepe arse delle case
ed apre le danze alle ombre
suddite degli aspri silenzi;

nell'ultimo giro di tango
impasta i sogni con la vita
prima che la fiamma viva
dell'alba nuova li dissolva
nella luce ed il vento
ne sparga ovunque le ceneri.

Il ticchettìo della pioggia
fitta imbastisce l'aria
sugli alberi e sulla terra
e la bianca tristezza di luna
si cela abile tra le nubi
ma lacrima adagio sui vetri.

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Blumy

  Fiaba d'agosto

 mentre la notte
ardeva 
sui fianchi della luna
la bambina strappata
ripiegò
tutte e quattro le stagioni
                     e le mise via

schiuse 
il suo unico cancello
e s'allontanò nel buio
brillando a intermittenza
                e poi si spense

  Stardust

Fa che nell’ascissa giusta
m’inoltri, indicami il nord,
affinché ancora non mi perda.
O, arresa, seguirò questo flusso
discontinuo, il vorticare d’acqua,
il vento che mi spezza
e mi trascina via
e la mia voce sarà così lontana,
un lontanissimo brusio,
un muoversi di labbra
in una lingua sconosciuta,
e poi sarò una macchiolina
senza voce, un punto senza nome,
qualcosa che, nel buio,
si disgrega e scompare,

come pulviscolo di stella.

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Callimaco

COMPAGNA di MILLE NOTTI

Perduta tra fuoco e terra
compagna di mille notti
racchiudi nel nulla
il tuo cuore arido,
ebbra e fulgida
vestita d’immenso splendore
migri nei miei pensieri
in trasparenza d’amori.

Sospiri… tersa ..
dipingendo notti
ispiri…candida…
con rifulgere ostentato,
frantumi l’universo
scandendo indifferente
miserie a volte umane.

Osservi e ti nascondi
disperazione accogli,
emergi e sommergi
deridi solinga,
incoraggi e piangi
i tuoi figli abbandonati  

ma tu mi persuadi,
mi persuadi ad anelarti.



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 Marina

      Ipnotica luna

 Ipnotica luna, mi ripaghi

con moneta di luce risonante

dell’insonnia notturna – luna

candente fiamma che scivoli

sul profilo dei tetti nel blu

cobalto… ti penetra la gola

del merlo, un vibrato continuo

di trilli sopra il giardino oscuro

 

si accendono scintille tra i cespugli,

ha squarciato la notte come lama

l’urlo del gatto in amore

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un'altra poesia di Anna - Blumy:
 La notte

La notte è scesa come ogni notte
ad addormentare la stanchezza,
a risvegliar sussulti
che non attendevano altro
che un ampio calice
per diventar singhiozzi.
E’ scesa come una pioggia azzurra
ed è salita come un canto oscuro
d’incancellabili solitudini.
E’ scesa, e il canto
era canzone ed era pianto;
era la musica sommessa
d’un pianoforte
che nessuna mano suona.
Era il profumo dell’orchidea selvaggia,
un fischio cadenzato,
una lampada senza filo
accesa da una lucciola stordita.

 

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 Marino

Con la mano leggera

uno a uno

contare i fili bianchi

del prato

così sentire

orologio del tempo

questa luna

 

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Anna (Boni56)

 

Il mattino distribuisce i suoi doni
S'apre il mare allo sguardo d'oriente
e fugge via la nottivaga Lilith
che ha frugato a tutte le porte
per cercare l'amore perduto

(luna-donna luna-notte
luna-vita luna-morte)

Si spacca il cielo
Da lontane fonti sgorga
il suono cristallino dell'acqua
-linfa spersa per le vene
di chi non sa ascoltare

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Antonella 

Cielo di latta


Ho un cielo di latta e un tamburino rosso,
dove batto ribatto, taratan, parole dense.
Amici, ho anche fumo nero
dentro e, proprio ieri,
un barlume, mi si è spento in testa.
E sì, che questa sera sento
campane che trillano nel vento
ma trillano d'un modo senza senso
difficile afferrarne il movimento.
Adagio, lento, allegretto ma non troppo,
cielo stagnato, luna impaludata,
longeve note risuonano d'echeggi
tempo lontano, tempo di fox trot .
Ho fumo fosco dentro e una penombra, spesso,
addensata nella mente.

E sì, che questa sera sento
solite fronde che frullano nel vento,
ma frullano d'un moto senza tempo
difficile afferrarne un mutamento.


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  Carlo 

 C'era lei

- un cuscino di sbieco sul letto -

nel chiarore dell'alba.

C'erano fogli caduti,

sparsi per la stanza,

come giganti foglie.

Senza radici,

io ero l'albero nudo

di quel favoloso Autunno,

dove sensazioni irripetibili 

si rincorrevano, al suono

di ruscelli,

e di tenere foglie.

Su di esse,

improvvise,

le falcate della luna,

e nella mente

un radioso tepore

si levava,

al pensiero

che l'avrei

di nuovo baciata,

stretta forte

coi miei esili rami.

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 Silva

 Presentimento del cielo invernale

Dove il Cane, sulla linea che intorbida
un oriente di gelo, si congeda
dall'incolmabile convessità
dell'aria, e l'alta curva del buio
sospende nebulose invisibili
a una fibbia di luce,

lassù,oltre il varco dove le Pleiadi
pigolando mi scortano
fino alla porta malferma del sonno,
e mettono un sipario
tra te e questo cielo mai toccato
con un dito, ma sempre
amato e non meno amaro, obliqua

lampeggia la spada
all'aerea losanga, e nelle estreme
vie di un remoto incantamento vive
per sempre il cacciatore
con i suoi cani, eterno
immutabile Orione.

 

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Lulalu

Intraducibili suoni

questa notte satura di assenze
allatta la campagna ed un covone
sporge in alto le sue labbra
sul seno impallidito della luna

tutto è sospeso
e il fontanile smuove
circonferenze in fuga a pelo d’acqua

se non fosse per quest’aria
che mi opprime
se le ossa di pianura nella bruma
non tracciassero graffiti
in fondo al cielo
forse potrei prendermi più cura
di parole disadorne, senza pelle
o del sussulto incontenibile che preme
senza allentare
il groppo nella gola

come una rana muta nella pozza
semmai rimango a cogliere richiami:
lo strofinarsi assiduo delle foglie
il cricchiolìo contorto della brina
il tonfo
ovattato di una goccia
piombata a corpo morto
sopra il greppo.
 

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  Enzo

"Notturno"

Le tue parole, amore,
dileguano il mio sonno.
Stanotte non dormirò.
Non sarò solo.
Avvolti
dalle nostre braccia
acqueteremo
le ansie, tue e mie.
Tuffàti nel sogno
insieme guarderemo
ciò che resta del giorno.

  " Enigmi "

Oscure come enigmi

figure gelide

bussano alla mia porta

in queste  notti inquiete

M'interrogano

proprio ora che il tempo

mi abbraccia così stretto

 

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Merlino 47

 La voce della notte

Tu non senti lo sciame di vento
che dagli aghi dà voce alla notte,
angosciato ora bussa alle porte
ove un tempo posasti il respiro.

Cresce erbaccia tra i fiori deserti
e il profumo d’ortensie si perde,
nelle botti è ricordo il buon vino,
e il presente attraversa altre vene.

Tu non senti: altro tempo diverso
t’inganna, altri luoghi a me ignoti,
dove il battito d’ali è un concerto
di note, scritto in chiave di vuoti.

Mi percorre una voce lontana
mentre giungono trilli d’aurora,

ma ti cerco e non vedo nessuno,
né più qui il tuo respiro dimora.

Si fa canto lo spazio tra gli aghi
(mentre il sole dispensa i suoi raggi)
Oh infruttuoso sperare un ritorno!
Oh infelice seguire miraggi!

Tu non senti lo sciame di vento
che dai cedri dà voce alla notte,
ed io chiavi di sorta non tengo

per aprirgli di nuovo le porte.

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Paola

  Avrei

E un'ultima volta

ti avrei stretto

- sfumando polvere di stelle

sulla tua pelle -

e delle mie carezze

avrei lasciato freschi profumi

sul tuo viso.

E un'ultima volta

avrei brindato

dissetandomi del

tuo nettare sublime

(tormenterà le tue notti

il ricordo delle mie labbra?)

Invece

- per contrappasso -

mi resta l'immagine del tuo sorriso

scolpita nell'anima,

e il desiderio incompiuto

dell'ultimo abbraccio.

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Erikaluna

 La notte dentro

L'ultimo treno della notte
mi allontana nel quarzo
elettricità è
uno scritto indefinito
su vetro sporco.

Sento il rumore delle rotaie
fendere ogni suono
e un colpo basso di tristezza
arrancarmi il cuore.

Le labbra combattono
per non contorcersi.

Dispersi i frutti
appassionatamente vendemmiati
quanto ai fiori sono già polvere
secca incenerita nel turbine.

Ed eri lenzuolo,
ed ero seta sulla tua
membrana trasparente.

Non è un'ombra il pezzo di me
accasciato sulla panchina.

E' un pezzo di carne,
che resta all'agghiaccio,
solo.

Mi volto a guardarlo,
non lo chiedo indietro.
Il suo posto è là.

Non batte più.

Il suo posto è là, nella lontananza
di quel barlume per cui si separò da me.
Quella notte, adesso, è dentro.

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 Petra

 

Serata di luna

 

Dal buio spinoso riposa
e lascia chimere del giorno;
la luna granata, si rosa,

ti mostra il sentiero fiorente,

 

 sul quale il suono stellare
 incanta la mente afflitta -
 udisti alla luce trafitta
 le anime fraternizzare...

Mondabend

 

Ruh nun vom Dornendunkel,
verlaß des Tages Wahn.
Ein Mond, rot wie Karfunkel,
zeigt dir die Blütenbahn,

 

wo der Gesang der Sterne
den wunden Geist betört,
bis dann in lichter Ferne
die Seele Seelen hört.

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