|
Silva
Dov'è finita la notte?
Come neve è la cruna della tua
luna, che mi rinnega.
E una ruga si copre di parole
e pagine, diari interrotti
in celestiali ore di vacua
finzione e pietosi stordimenti,
e l'alone bugiardo
resta un estuario d'attimi. Lassù
è la cifra labile, chiarore
d'azzurra cenere
nel fumo d'un buio perduto.
Ora ogni luce è sfatta
medusa in bilico,
malfermo il cielo.
ancora
Silva
Rovescio
la testa, mi vedo riversa
in
su come nuvola, che di me
fa
un verde riflesso di leccio
in
festa, nel cielo illeso.
torna su

Swan
La sera
brunisce le seduzioni
in un
brulichio di nostalgie soffuse
come erbe
infoltite
fra i sassi dei viali.
Mio, è il ricordo e il
trauma del piacere,
mia
l'ossessione, muta, corrotta
dalla
notte.
Mio il lamento soffice
e l'aria arsa sui muri di cinta
dell'essere donna.

torna su
Eby
Abito, palustre,
la coda accesa della luna,
il semicerchio stillante
a graffiare la notte con le dita,
la polvere di stelle tra le cosce.
Ho scoperto la morte, bella!
- Vuoi forse fare l'amore con tua madre? -
E l'ho odiata. Poi, sono andato a spasso
attraverso il naso, l'occhio,
[nel cervello
fino a palpare il sesso dell'ipòfisi,
orgasmo di una sega circolare.
Ora,
sono così come mi vedi,
- un non vivo - e siamo in tanti,
ci diamo appuntamento al buio
guarda,
l'ultima a destra è la mia stella,
quella dove scrivo, vivo,
tutte le mie poesie.

torna
su
Marina
Assomiglia alla luna
Assomiglia
alla luna
questo
spicchio sbiadito nel grigiore
sospeso
sul mio giardino – è sabato
sono
le sette e trenta, dorme
il
condominio dentro le persiane
chiuse
– un gatto strofina
il
dorso nero sulla corteccia
ruvida
– non si muove
neppure
una foglia
torna su

Ivana
Lacrime
di luna
E' pure lacrima di luna
quella notte umida -di tante-
che scivola sulle ferite
del giorno come pioggia
sulle crepe arse delle case
ed apre le danze alle ombre
suddite degli aspri silenzi;
nell'ultimo giro di tango
impasta i sogni con la vita
prima che la fiamma viva
dell'alba nuova li dissolva
nella luce ed il vento
ne sparga ovunque le ceneri.
Il ticchettìo della pioggia
fitta imbastisce l'aria
sugli alberi e sulla terra
e la bianca tristezza di luna
si cela abile tra le nubi
ma lacrima adagio sui vetri.
torna
su

Blumy
Fiaba d'agosto
mentre la notte
ardeva
sui fianchi della luna
la bambina strappata
ripiegò
tutte e quattro le stagioni
e le mise via
schiuse
il suo unico cancello
e s'allontanò nel buio
brillando a intermittenza
e poi si spense

Stardust
Fa che nell’ascissa giusta
m’inoltri, indicami il nord,
affinché ancora non mi perda.
O, arresa, seguirò questo flusso
discontinuo, il vorticare d’acqua,
il vento che mi spezza
e mi trascina via
e la mia voce sarà così lontana,
un lontanissimo brusio,
un muoversi di labbra
in una lingua sconosciuta,
e poi sarò una macchiolina
senza voce, un punto senza nome,
qualcosa che, nel buio,
si disgrega e scompare,
come pulviscolo di stella.
torna su

Callimaco
COMPAGNA di MILLE NOTTI
Perduta tra fuoco e terra
compagna di mille notti
racchiudi nel nulla
il tuo cuore arido,
ebbra e fulgida
vestita d’immenso splendore
migri nei miei pensieri
in trasparenza d’amori.
Sospiri… tersa ..
dipingendo notti
ispiri…candida…
con rifulgere ostentato,
frantumi l’universo
scandendo indifferente
miserie a volte umane.
Osservi e ti nascondi
disperazione accogli,
emergi e sommergi
deridi solinga,
incoraggi e piangi
i tuoi figli abbandonati
ma tu mi persuadi,
mi persuadi ad anelarti.
home page
Marina
Ipnotica luna
Ipnotica
luna, mi ripaghi
con
moneta di luce risonante
dell’insonnia
notturna – luna
candente
fiamma che scivoli
sul
profilo dei tetti nel blu
cobalto…
ti penetra la gola
del
merlo, un vibrato continuo
di
trilli sopra il giardino oscuro
si
accendono scintille tra i cespugli,
ha
squarciato la notte come lama
l’urlo
del gatto in amore

torna su

|
La notte
La
notte è scesa come ogni notte
ad addormentare la stanchezza,
a risvegliar sussulti
che non attendevano altro
che un ampio calice
per diventar singhiozzi.
E’ scesa come una pioggia azzurra
ed è salita come un canto oscuro
d’incancellabili solitudini.
E’ scesa, e il canto
era canzone ed era pianto;
era la musica sommessa
d’un pianoforte
che nessuna mano suona.
Era il profumo dell’orchidea selvaggia,
un fischio cadenzato,
una lampada senza filo
accesa da una lucciola stordita.
|
torna su
Marino
Con la mano leggera
uno a uno
contare i fili bianchi
del prato
così sentire
orologio del tempo
questa luna
torna su

Anna
(Boni56)
Il mattino distribuisce i suoi doni
S'apre il mare allo sguardo d'oriente
e fugge via la nottivaga Lilith
che ha frugato a tutte le porte
per cercare l'amore perduto
(luna-donna luna-notte
luna-vita luna-morte)
Si spacca il cielo
Da lontane fonti sgorga
il suono cristallino dell'acqua
-linfa spersa per le vene
di chi non sa ascoltare
torna su

|
Antonella
Cielo
di latta
Ho
un cielo di latta e un tamburino rosso,
dove
batto ribatto, taratan, parole dense.
Amici,
ho anche fumo nero
dentro
e, proprio ieri,
un
barlume, mi si è spento in testa.
E
sì, che questa sera sento
campane
che trillano nel vento
ma
trillano d'un modo senza senso
difficile
afferrarne il movimento.
Adagio,
lento, allegretto ma non troppo,
cielo
stagnato, luna impaludata,
longeve
note risuonano d'echeggi
tempo
lontano, tempo di fox trot .
Ho
fumo fosco dentro e una penombra, spesso,
addensata
nella mente.
E
sì, che questa sera sento
solite
fronde che frullano nel vento,
ma
frullano d'un moto senza tempo
difficile
afferrarne un mutamento.
torna su

Carlo
C'era lei
-
un cuscino di sbieco sul letto -
nel
chiarore dell'alba.
C'erano
fogli caduti,
sparsi
per la stanza,
come
giganti foglie.
Senza
radici,
io
ero l'albero nudo
di
quel favoloso Autunno,
dove
sensazioni irripetibili
si
rincorrevano, al suono
di
ruscelli,
e
di tenere foglie.
Su
di esse,
improvvise,
le
falcate della luna,
e
nella mente
un radioso
tepore
si
levava,
al
pensiero
che
l'avrei
di
nuovo baciata,
stretta
forte
coi
miei esili rami.
torna su

Silva
Presentimento
del cielo invernale
Dove il Cane, sulla linea che intorbida
un oriente di gelo, si congeda
dall'incolmabile convessità
dell'aria, e l'alta curva del buio
sospende nebulose invisibili
a una fibbia di luce,
lassù,oltre il varco dove le Pleiadi
pigolando mi scortano
fino alla porta malferma del sonno,
e mettono un sipario
tra te e questo cielo mai toccato
con un dito, ma sempre
amato e non meno amaro, obliqua
lampeggia
la spada
all'aerea losanga, e nelle estreme
vie di un remoto incantamento vive
per sempre il cacciatore
con i suoi cani, eterno
immutabile Orione.
torna su
Lulalu
Intraducibili suoni
questa notte satura di assenze
allatta la campagna ed un covone
sporge in alto le sue labbra
sul seno impallidito della luna
tutto è sospeso
e il fontanile smuove
circonferenze in fuga a pelo d’acqua
se non fosse per quest’aria
che mi opprime
se le ossa di pianura nella bruma
non tracciassero graffiti
in fondo al cielo
forse potrei prendermi più cura
di parole disadorne, senza pelle
o del sussulto incontenibile che preme
senza allentare
il groppo nella gola
come una rana muta nella pozza
semmai rimango a cogliere richiami:
lo strofinarsi assiduo delle foglie
il cricchiolìo contorto della brina
il tonfo
ovattato di una goccia
piombata a corpo morto
sopra il greppo.
torna
su

Enzo
"Notturno"
Le tue parole, amore,
dileguano il mio sonno.
Stanotte non dormirò.
Non sarò solo.
Avvolti
dalle nostre braccia
acqueteremo
le ansie, tue e mie.
Tuffàti nel sogno
insieme guarderemo
ciò che resta del giorno.
" Enigmi "
Oscure
come enigmi
figure gelide
bussano alla mia porta
in queste notti inquiete
M'interrogano
proprio ora che il tempo
mi abbraccia così stretto
torna
su
Merlino
47
La
voce della notte
Tu
non senti lo sciame di vento
che dagli aghi dà voce alla notte,
angosciato ora bussa alle porte
ove un tempo posasti il respiro.
Cresce erbaccia tra i fiori deserti
e il profumo d’ortensie si perde,
nelle botti è ricordo il buon vino,
e il presente attraversa altre vene.
Tu non senti: altro tempo diverso
t’inganna, altri luoghi a me ignoti,
dove il battito d’ali è un concerto
di note, scritto in chiave di vuoti.
Mi percorre una voce lontana
mentre giungono trilli d’aurora,
ma ti cerco e non vedo nessuno,
né più qui il tuo respiro dimora.
Si fa canto lo spazio tra gli aghi
(mentre il sole dispensa i suoi raggi)
Oh infruttuoso sperare un ritorno!
Oh infelice seguire miraggi!
Tu non senti lo sciame di vento
che dai cedri dà voce alla notte,
ed io chiavi di sorta non tengo
per
aprirgli di nuovo le porte.
torna
su
Paola
Avrei
E un'ultima volta
ti avrei stretto
- sfumando polvere di
stelle
sulla tua pelle -
e delle mie carezze
avrei lasciato freschi
profumi
sul tuo viso.
E un'ultima volta
avrei
brindato
dissetandomi
del
tuo
nettare sublime
(tormenterà
le tue notti
il
ricordo delle mie labbra?)
Invece
-
per contrappasso -
mi
resta l'immagine del tuo sorriso
scolpita
nell'anima,
e
il desiderio incompiuto
dell'ultimo
abbraccio.

torna
su
Erikaluna
La
notte dentro
L'ultimo treno della notte
mi allontana nel quarzo
elettricità è
uno scritto indefinito
su vetro sporco.
Sento il rumore delle rotaie
fendere ogni suono
e un colpo basso di tristezza
arrancarmi il cuore.
Le labbra combattono
per non contorcersi.
Dispersi i frutti
appassionatamente vendemmiati
quanto ai fiori sono già polvere
secca incenerita nel turbine.
Ed eri lenzuolo,
ed ero seta sulla tua
membrana trasparente.
Non è un'ombra il pezzo di me
accasciato sulla panchina.
E' un pezzo di carne,
che resta all'agghiaccio,
solo.
Mi volto a guardarlo,
non lo chiedo indietro.
Il suo posto è là.
Non batte più.
Il suo posto è là, nella lontananza
di quel barlume per cui si separò da me.
Quella notte, adesso, è dentro.
torna su
Petra
Serata di luna
Dal buio spinoso
riposa
e lascia chimere del giorno;
la luna granata, si rosa,
ti mostra il
sentiero fiorente,
sul
quale il suono stellare
incanta la
mente afflitta -
udisti alla
luce trafitta
le anime
fraternizzare...
Mondabend
Ruh
nun vom Dornendunkel,
verlaß des Tages Wahn.
Ein Mond, rot wie Karfunkel,
zeigt dir die Blütenbahn,
wo
der Gesang der Sterne
den wunden Geist betört,
bis dann in lichter Ferne
die Seele Seelen hört.
torna
su
|
|