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Valle di Fleres
Ho posato i miei passi su sentieri d’argento e ferro: rossi e marrone i sassi, coperti da lamiere di diamanti tritati… per terra, polvere di specchietti rilucenti. Sull’opposta montagna, capelli disciolti e fili, e rimbalzi sopra rimbalzi dell’acqua rumoreggiante: questa è la valle di Fleres, di fieno profumata, verde di prati e foglie che sussurrano al sole…
Autunno sul Cansiglio
Guardavamo, camminando nel bosco, il pallido vuoto oltre rami, con la testa buttata all’indietro: e nel silenzio cominciò a crepitare una polifonia profonda di suoni cristallini, secchi, e cresceva, calando su di noi tra i faggi (bianche canne sottili, ombre leggere) improvvisa una neve di pepite accartocciate ramate, in tranquilla deliberata capricciosa abbondante caduta, sull’ondulato tappeto di foglie rosse.
Mattino in Val Venosta
Raccolta nella gloria del mattino: Glorenza, con le sue torri angolari. Per dissetare i prati morbidi, verdi, hanno danzato nella sera piume d’acqua, veloci sotto il vento. Ma oggi, avanza il tempo e scuote i tigli, e risuonano di schiuma le gole torrentizie e precipitose; Malles allinea con pazienza antica campanili romanici e fienili, e risale verso i masi lontani la pianura. Dentro una cripta blu d’oltremare, angeli in fresche schiere, con occhi spalancati ed ali intrecciate, si rivolgono al Cristo Pantocratore.
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