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Fantasie op. 17 in C-Dur von Schumann
Ich
bin deine leichte ich
trübe dein Erwachen, ich dringe ein ich
dringe direkt ins Herz - ich verwickle mich und
beherrsche dich schließlich mit dem Verbot
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La follia di Corelli (variazioni di Rachmaninov)
Avvolgi in ragnatele il tuo silenzioso sorriso e il nero cappello: tu, vecchia pazza, so che mi volevi prendere un’altra volta – ti ho sorpreso ferma nell’atto, stavi emergendo sulfurea da un passato di roghi, ondeggiavi incerta dentro un abito sgranato, volevi assottigliare la mia mente, strinare le sinapsi allentate, avvilupparti intorno alle spalle i miei pensieri soffusi… Scintillavano i tasti scivolosi, lisci come una morte di farfalla; vibrando deragliate, le note precipitavano a sprazzi, si è rotta infine la barriera: una calda marea ha sciolto sangue sudore e nervi e tu sei ritornata nel nulla, vecchia follia spagnola, impallidendo sotto la nera ala del palpitante cappello.
Fantasia op.17 in do maggiore di Schumann
Sono la tua leggera malattia: rinasco ogni mattina sulla riva del fiume, tra i cespugli verdi e rosa, piumati di lilla. Offusco il tuo risveglio, m’insinuo tra i tendaggi di polvere, strido nella dolcezza senza rimedio dell’orchestrale coro che ti circonda. Avanzo dritta al cuore, sollevo cataste di spartiti, risalgo le pareti di stoffa, divorate dal tempo… vibro crepuscolare nel balenio di luce avorio che filtra, e ti proibisco infine la più piccola sosta tra i gorghi ritornanti delle mie note.
Il violino di Anania
Il piccolo violino di Anania galleggiava in un fluido di note stratificate, tra figure azzurre, lampi di luce viola, e una corda torturata all’estremo, nel modo degli zigani. Sabato pomeriggio: la ginestra cominciava a fiorire, selvaggia, tra sterpi secchi e soffi vaporizzati a onde, sulle colline. Ho infilzato con spilli i miei ricordi più sgraditi, e piantato paletti nel groviglio dell’anima: domani consolerò con tocco lieve l’insonnia della mia vita, pensando al tuo violino.
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