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Terrestre, troppo terrestre per ascoltare Chopin, questa sera, troppo impastata di concrete sostanze e disturbanti rumori. Più non spero l’armonia nella stanza di velluto – troppo profondo è lo strappo già perpetrato. Eppure, ancora inseguo il diafano pigmento di farfalla – pur sapendo che il dito, rosso e nero, con indiscreto tocco l’ha violata. Io voglio, ancora e sempre, il colpo d’ala per innalzarmi in volo sopra i giorni – banalmente superflui ed insensati.
Pink Floyd
Ed ancora una volta mi circonda questa musica dei Pink Floyd: luminosa ed oscura, pesante di nostalgia. Sento avanzare orizzonti di porpora su abissi… e non vorrebbe concludersi, mai, questo giro di note. Nell’attesa, un sassofono canta, senza rimedio. Briciole vere, dentro, della mia vita – tra gli abbagli vibranti di una luce psichedelica. E viene poi la fine – infrangibile ponte di cristallo, assioma dell’irreversibile tempo – la voce dolcissima e sola.
Thelonious Monk
Il sorriso del ritmo attraversava con grazia la catastrofe dei suoni.
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