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(Lesbo VII - VI sec. a.c.) |
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Simile
a un dio mi sembra quell'uomo che
siede davanti a te, e da vicino ti
ascolta mentre tu parli con
dolcezza e
con incanto sorridi. E questo fa
sobbalzare il mio cuore nel petto. Se
appena ti vedo, sùbito non posso più
parlare: la
lingua si spezza: un fuoco leggero
sotto la pelle mi corre: nulla
vedo con gli occhi e le orecchie mi
rombano: un
sudore freddo mi pervade: un tremore tutta
mi scuote: sono più verde dell'erba;
e poco lontana mi sento dall'essere
morta. Ma
tutto si può sopportare... Un
esercito di cavalieri, dicono alcuni, altri
di fanti, altri di navi, sia
sulla terra nera la cosa più bella: io
dico, ciò che si ama. È
facile far comprendere questo ad ognuno. Colei
che in bellezza fu superiore a tutti i mortali, Elena, abbandonò il
marito pur
valoroso, e andò per mare a Troia; e
non si ricordò della figlia né dei cari genitori;
ma Cipride la travolse innamorata.
simile a
una dea, che ben si distingue,
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Afrodite,
tronoadorno, immortale, figlia
di Zeus, che le reti intessi, ti prego: l'animo
non piegarmi, o signora, con
tormenti e affanni. Vieni
qui: come altre volte, udendo
la mia voce di lontano, mi
esaudisti; e lasciata la casa d'oro del
padre venisti, aggiogato
il carro. Belli e veloci passeri
ti conducevano, intorno alla terra nera, con
battito fitto di ali, dal cielo attraverso
l'aere. E
presto giunsero. Tu, beata, sorridevi
nel tuo volto immortale e
mi chiedevi del mio nuovo soffrire: perché di
nuovo ti invocavo: cosa
mai desideravo che avvenisse al
mio animo folle. "Chi di nuovo devo persuadere a
rispondere al tuo amore? Chi è ingiusto verso
te, Saffo? Se
ora fugge, presto ti inseguirà: se
non accetta doni, te ne offrirà: se
non ti ama, subito ti amerà pur
se non vuole." Vieni
da me anche ora: liberami dagli affanni angosciosi:
colma tutti i desideri dell'animo
mio; e proprio tu sii
la mia alleata.
ora
mi ha svegliato il ricordo di Anattoria che
non è qui; ed
io vorrei vedere il suo amabile portamento, lo
splendore raggiante del suo viso più
che i carri dei Lidi e i fanti che
combattono in armi.
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