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Tre poesie di Eugenio Signori:
LINEA DI LUCE Immerso in un grigio mattino con i piedi nell’alba, vedo le cime di ghiaccio che si illuminano d’aurora, delfini luminosi sulle acque della nebbia. Le pelli di foca mordono la neve gelata stridendo tenaci. Una linea di luce avanza veloce da lontano, scaturita dai piedi del monte e mi viene incontro aggressiva… arriva… Eccolo sul mio viso estatico, lo schiaffo di luce che abbaglia l’anima rapita in un sogno ad occhi aperti! Una polverina luminosa, nevischio iridescente, galleggia nell’aria. Giro lo sguardo alle spalle… Un mare di nubi candido di luce ricopre la valle in ombra. Devo salire ancora, e la vetta è là, cupola immensa di ghiaccio ancora da conquistare. Si alza il vento dei quattromila e spilli di neve punzecchiano il viso cattivi, quando affondo fino all’inguine nella neve della vetta, e i giganti delle Alpi emergono come scogli dal mare di nubi.
OMINIDE Ecco, io
la vedo limpida, e
vorrei dipingerla l’immagine
del primo uomo che
si è alzato eretto, ed
è passato dagli
odori della terra alla
vista della
volta stellata... Lo
vedo proprio, con
le lunghe braccia aperte e
lo sguardo stupìto rivolto
al cielo, gli
occhi lontani e
le labbra socchiuse in
un sorriso di meraviglia... La
savana era colma di
rumori della notte, ma
le stelle lontane già
avevano aperto una
ferita, e
la fantasia iniziava
il suo galoppo verso
altre dimensioni, verso
la corsa al futuro, all’oltre, con
l’inquietudine, che
ancora oggi ci
rende fragili foglie, agitate
dal vento tra
contrari equilibri.
Una riflessione in versi di Eugenio: FARFALLE Ricordi
del passato, grandi
ricordi dolorosi e
piccole cose senza rilievo, farfalle
seccate sui
fogli di un album... Ma
quando le pagine stanno
per finire e
nasce la voglia di tornare a
quello che sono stato, a
quello che ho saputo fare, e
sfoglio lentamente le pagine, le
farfalle riacquistano colore, vibrano
le ali, e
spiccano il volo leggere. E
mentre le guardo volteggiare, rivedo
uno a uno i
miei momenti dolci, i
miei momenti amari, e
tutto acquista spessore e
dà significato alla mia vita, e
penso che in fondo, se
io non fossi vissuto, il
mondo sarebbe stato... impercettibilmente diverso. Le immagini suggestive di Guido Sasso:
Lago
E' un esplosione di foglie
colorate
che fa da corona a un lago,
innumerevoli uccelli in volo
muovono anche ciò che è fermo
L'acre odore della terra bagnata
ci attraversa permeando i sensi:
con molteplici meraviglie
vieta l'accesso alla malinconia
Poi il sole tramonta velocemente
nel baratro nero della montagna
tutto precipita nel buio di
ghiaccio
La malinconia ne approfitta
non vista si insinua
spietatamente calma ci riempie
Luna
Luna offesa voltata e ceca amata dalle stelle interrogata dal cielo. La consolazione è dolce lei, inconsolabile Bella, luminosa oggetto di passione motivo di commozione Sorda, assente Sola
di Guido Sasso
Abisso
Una poesia di OVIDIU: L'angelo caduto
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SARDEGNA Sardegna, questa terra spazzata dal vento, ricoperta da pini ricurvi e mirti profumati, con le sue rocce tragiche smerigliate dalla sabbia furente, forme assurde di uccelli rapaci o di sauri scomparsi, lame di granito contro il cielo, pietre bianche spettrali con la luna, questa terra da preistoria mi ha catturato per sempre. E’ un susseguirsi di immagini che cambiano continuamente da un punto all’altro. Piccoli fiordi spaccati nella roccia ove il mare ha il respiro profondo, bianche spiagge accecate dal sole ove l’onda tenue cristallizza la luce, orizzonti sconfinati dell’interno deserto ove monti e pianure si alternano senza tregua, bianche nuvole come pesci, stirate dal vento... e un senso di pace nel cuore. Siamo al tavolo dei sardi, gente antica, presso la tenda che schiocca veloce. Un piatto di porchetta ai ferri ci sta davanti, il vino viene versato, le risate si sprecano, i bambini giocano in lontananza, il mare è increspato all’imbrunire, canti popolari vecchi di secoli nascono dalle gole felici, l’orizzonte è rosso brace... Potrei essere un tartaro accanto alla sua tenda nel deserto dell’Asia centrale, il cuore si dilata, la vista si annebbia, La gioia di vivere irrompe, mentre pulitissima, la falce della luna si leva lenta dalle ombre del mare.
Osvaldo Pasqual vive in Svizzera. Ogni tanto, la penna gli prende la mano!
Non sono io,
Un'altra poesia di Osvaldo, dedicata alla figlia: Te ne sei andata La filosofia poetica di Osvaldo:
Una poesia di Enzo I. , che potete trovare nel sito di Ivana:
Un
giorno navigando, viaggiando, ho
trovato un fiore bellissimo, era
in un giardino che non è mio. L
'ho guardato, ho sentito il suo profumo, la
sua dolcezza. Non
è una rosa ne un’orchidea, ma
è il fiore più prezioso che
io abbia mai visto, e
il suo proprietario non lo sa. Spero
che lo annaffi tutti giorni d'amore per
non farlo appassire, se
morisse, dentro, morirei anch’io.
Alcuni versi di Enrico, webmaster del sito A M.C.
Questa poesia è di Giancarlo, uno "sconosciuto del web":
A SILVIA
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