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Eleonora  Ruffo Giordani (Angel55)

Giacinta  Luigi Diego Eléna

Marilisa   Rosaria Formisano

Stefano Medel  Paolo Orsoni

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un canto d'amore per la sua Sicilia, da Marilisa Falzone:

 

Questa mia terra

 
Questa mia terra bagnata dal mare
e asciugata dal sole,
è stata descritta nei secoli
con le più belle e più brutte parole.
Di ogni suo figlio ha scritto la storia,
di ogni suo conquistatore conserva la memoria.
Mamma di gente umile e onesta,
di artisti e di uomini di cui ancora si raccontano le gesta.
Mamma di incoscienti che per
difendere un presunto "onore"
hanno versato sangue e seminato dolore.
Terra di contraddizioni e di antichi valori;
terra a volte odiata ma sempre amata,
e sempre nei cuori di chi in cerca di una vita migliore
l'ha lasciata.
Terra di povertà,di fronti grondanti di sudore,
terra ricca di colore e di splendore.
Terra di proibizioni e di inibizioni,
di vera fede e di superstizioni.
Terra di feste e di canti,
di perenni lutti di voti a tutti i santi.
Terra che profuma di limone e gelsomino,
terra dai sapori inconfondibili e del buon vino.
Terra d'amicizia e dal cuore aperto
a chiunque sia capace di un pò di rispetto.
Il presente ci propone ancora la terra di una volta,
con una cosa dritta per ciascuna storta,
e ancora oggi,come in passato,
c'è sempre un giovane che presto sarà emigrato.
Ma ogni figlio di questa mia terra,
che sia vicino o lontano,
a vita sentirà l'orgoglio di essere siciliano.
                                                

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   Solo un viandante

  di Marilisa

Sottintesi  silenzi in un frastuono inquietante,
non ascolta più l’anima di un viandante.
Troppo nascosta la verità, troppo lontana per toccarla con mano,
la sua ricerca non è poi così facile e al tatto si sgretola invano.
Non c’è più forza, non c’è più ardore, non c’è più voglia
di cercare la magia nascosta oltre l’ingannevole soglia.
Voleva raggiungere l’orizzonte e andare più in la almeno di un po’,
ma disse: “Questa è l’unica cosa che so:
l’orizzonte si sposta ad ogni istante
ed io sono solo un viandante
 
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Giacinta mi ha inviato queste poesie.

"Giaci" scrive in italiano e in dialetto, dipinge e crea sculture.

Visitate  il suo sito!

 
 
 
  "Su Cencenighe pioveva"
 
Su Cencenighe pioveva
quella sera.Ricordi?
Era l'imbrunire
di una sera qualunque
del 1967.
Su Cencenighe pioveva
quando mi rincorresti
porgendomi una catenina d'oro
che avevi comprato
apposta per me.
L'avevo tenuta un attimo
fra le dita
ed un attimo dopo
te l'avevo restituita.
Avevo catturato con gli occhi
il tuo dolore
e me ne ero andata.
Chissà per quanto tempo
mi avrai odiata,e chissà
se quella catenina
ha mai visto
un altro amore.
 
 
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         " Un amore così"  
Un amore così
non aveva ragione di esistere
e si è perso
nella notte dei tempi
solo perchè tu
lo hai voluto.
Quel che è stato
è stato.
Era scritto così
nel libro della vita
dove invece tu ed io
avremmo dovuto
esistere insieme.
Ed il tempo è passato.
Crudele nel suo incedere
stendendo un velo pietoso
su di noi
e su quello che
avrebbe potuto essere
e non è stato.
Avremmo potuto tutto
amore mio.Tutto!
Invece quell'amore splendido
si è perso in un niente
come inghiottito
in un pugno vuoto.
La mia,e la tua punizione
ci perseguiterà per sempre
martellandoci di rimpianti
ed il tempo...
continuerà a scorrere impietoso
sempre più in fretta,finchè..
anche la forza di ricordare
verrà meno
ed i ricordi
ormai in balìa di se stessi
danzeranno nelle nostre menti
come aghi impazziti
che lacereranno
le nostre anime
e la nostra carne.
E' il Destino che tu
hai voluto per noi.
e dal quale ho dovuto fuggire
per non soccombere
e morire.

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Una poesia inedita di Stefano Medel:

   

Per te,
ricomincerei
da capo,
corteggiarti,
per te ,
sentivo il cuore
battere forte,
ed un' emozione grande;
per te,
tutto era pulito,
e la passione accendeva,
il mio cuore;
per te,
Etty,
ho sofferto in silenzio,
ho aspettato,
contro ogni speranza,
che tu cambiassi idea,
che
capissi ,cosa provavo;
per te,
Etty,ho fermato il tempo,
aspettandoti;
per te,
rifarei tutto quanto;
dove sei adesso,
che farai,
posso ,solo
immaginare,
per non disturbarti,
per rubare il sorriso,
dal tuo volto;etty.
 

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Tempo,
sporco,
cielo imbrattato
di nubi,
limacciose,
di nuvole strane;
un grigiore
toglie colore ad ogni cosa;
guardi le fiamme della stufa,
danzare con mille faville,
piegarsi  e stiracchiarsi flessuose,
e guardi il giallo delle
fiamme ,senza stancarti,
ed il calore,
ti dona il ristoro,
d’una piccola primavera
ritrovata.
 

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Due poesie di Paolo Orsoni,  esperto in politica e storia dei paesi balcanici, che vive a  Mestre-Venezia:

 

   Affacciato a quel balcone

    (ascoltando i Flying Foxies, 1984)

 

Affacciato a quel balcone della mia infanzia

Ti ho rivisto, distrutta ormai dall’alcol,

ma il tuo sorriso era ancora quello di una volta…

Di quando i nostri discorsi risvegliavano il quartiere,

di quando qualcosa di me improvvisamente è venuto fuori

grazie a i tuoi sorrisi e alla tua voglia di sorridere…

Il tempo passa ma questo non lo potrà mai cancellare

Ormai non riconosco più niente della mia amata isola

Più niente, tranne te.

 

      A Josef Ratzinger

 

Affacciato a quel balcone,

mentre tutti speravano qualcosa e masticavano vita,

La folla variopinta, casuale, attonita

Si vide davanti il vignaiolo del Signore…

Josef, ti auguro buon lavoro

Perché alla fine le tue piante hanno già lasciato un bel ricordo

Nell’animo di molti cristiani

E le mie lacrime ti hanno salutato latore di speranza.

 

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Dalla Sicilia, alcune poesie di Eleonora Ruffo Giordani (Angel55), che si presenta così:

Chi sono?
Sono una donna
Semplicemente 
Che crede nella Vita 
e nell'Amore.

    TRACCE D'AMORE SUL MIO CAMMINO

Sul borgo dei pensieri
in una calda mattinata d'estate
. una flebile voce bussa al mio cuore.

L'orecchio teso al suo parlare stanco
ogni parola nota disperata.
Attonita
l'accolgo nel cielo dell'anima

Un tripudio di colori
avvolge il momento

Non si può vivere ed essere morti
impedire i rintocchi  dell'Ave Maria
volevo dileguare il suo dolore
sentirla felice donarle speranza.

Ma il mio viaggio non è ancora finito
tracce d'amore sul mio cammino
in silenzio seduta vicino a quel cuore
e ai tanti cuori che non hanno amore

Una lacrima  come perla scende
nostalgia e ricordo di un attimo.
                              nell'intimo

Serena, abbraccio l'Infinito
pace che avvolge la mia esistenza.

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BRICIOLE D’AMORE SUL CUORE…

 

Nelle notti di luna piena
Evado nei fiordi dell’anima.
I sogni ricamano
con fili di dolore e di speranza
briciole d’amore sul cuore
che la gelosia ferisce.
 
L’intelletto sedato rappacifica
la memoria danza sui respiri dei versi
canta limpidi pensieri e la tenerezza
che abbraccia e rinnova l’amore.
 
Folate di vento notturno
Scuotono i boccioli segreti dischiudono il ricordo e sprigionano vigore alla
Verità
Che limpida vola sulle ali dei gabbiani.
  
(da “Fiori d’Anima”)

 

SORRISO DI TE

 

La notte ruffiana mi fascia di calore
dalla finestra guardo le stelle
dopo il sereno brillano di più
la vita si abbandona negli splendori del firmamento
e il canto si leva come preghiera.

Una carezza arriva nell´anima
raggiunge il sentimento più intenso
riaffiorano limpidi i desideri
aliti di luce sul cuore
attimi di meraviglia che profumano di sogno.

La luna seduttrice ammicca
alla lacrima superstite.
Dolce commozione è il suo ricordo
amore che prende la testa
fa cadere le spine delle incomprensioni
e riposa nell´azzurro sereno dei pensieri.
Momenti d´infinito
cospargono di petali il cammino
nell´innocenza dei sentimenti
pace che avvolge di quiete.
Sorriso di te.

(da "Fiori d'Anima")


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 Sorge

Sorge nel cielo dell’anima
al primo crepuscolo
sentimento limpido
tra la frescura di erbe madide.

Il mistero disgela nello spirito
il ghiaccio dell’amarezza
innalza il candore dei pensieri
tra le lodi mattutine e
il rintocco delle campane.

Il profumo di spezie estive
avvolge la meditazione.
La preghiera fa cadere
nel calice del cuore
gocce di rugiada e di dolore
fragranze di magnolia
ricordi d’estate…

Dolce sentimento sposa la carità dell’Amore
risuona l’arcana musica di Dio
tra gli albori del mattino
e la delusione della sera
al trotto di cavalli alati
al ballo di tenerezze ignote che
vita insegnano.

Tra le rosee  note
il sentimento non indugia s’erge
danza nel grembo s’eleva
libero come gabbiano
nell’incontaminato spazio dello spirito.

L’edera lo avvinghia
tra gli olezzi della fedeltà
Crepita l’ardore trepido divampa
complice la poesia

22 Agosto 2005

(da " Fiori d'Anima")

 Nella scatola dei sogni

Nella scatola dei sogni
ho conservato i colori
e più luminosi sorrisi
felicità tanta bellezza
tenerezze e sincerità.

Ho situato: il prato della
speranza, l'acqua dell'amore
interrato talee di fiori
serbato il cielo stellato
le  poesie più belle
disegni di mondi incontaminati
incantevoli  paesaggi
sentieri soleggiati
rotocalchi di liete notizie.


In questa scatola
ho  racchiuso la fantasia
un pizzico di magia
momenti di meraviglia
serenità  allegria libertà
canzoni del cuore e tanti sorrisi
per  un mondo migliore.


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Una poesia di Rosaria Formisano, a cui piace scrivere!

 

Vorrei scrivere ,
la più vera delle mie poesie,
vorrei trovare le parole più sagge,
i pensieri più grandi,
per descrivere quello che sento…
ma oggi  sono poeta senza poesia,
verso senza rima,
vate errante tra i sentieri di un cuore
che  pare fermarsi per il troppo dolore
 sono  quello che resta di me stessa…
mi affido al tempo, perché mi aiuti a capire,
perché cancelli il pianto,
e mi faccia riascoltare
quello che il mio animo canta!
Oggi mi resta solo la sincerità di sempre,
… la sincerità di continuare a credere
in quello che ho dentro,
solo questa certezza lenisce il grigiore
 che si è posato sul cuore,
e questa certezza la devo a chi ha saputo
 tante volte asciugare il mio pianto!

 

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Carmen Grattacaso ci ha inviato queste tre poesie - potete approfondire la sua conoscenza  nel sito Anima persa :

 

Ci saranno paesi interi, oceani

ed inutili storie; fiori già pronti

dentro giardini e luoghi.

 

Se mi racconto favole

io divento innocente

e faccio sogni meravigliosi.

 

Il mio velo si è alzato sugli occhi tuoi bassi.

Se ti togli dal cielo io guardo

le nuvole mentre ascolto i tuoi passi

sottrarsi.

E non dico il tuo nome.

 

È timore l’amore.

 

 

Scelsi un albergo con vista sul mare.

 

Come un malato anch’io

per sopravvivere scostavo la tenda

e sbirciavo fiduciosa

il mio infermiere azzurro.

 

 

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Una poesia "notturna" e luminosa di Angela:

 

Pioviggine di cristalli
scendi giù dal cielo
ed accarezza la luna
che splende al brillar
del sole.
O cara luna,
nn sai se quella rugiada
che accende sotto di te
lo fa grazie alla tua forma
o alla luce splendida del sole;
intanto,però,
accompagni la notte
e le piccole stelle
che ti circondano
alle rive di un nuovo giorno
e, forse,
anche migliore...

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Due poesie di Luigi Diego Eléna, il cui motto è:

Simpaticamente, qua la mano!

 

  A immaginare il tempo io
 
 
Mi basta arrivare
sulla scia delle scaglie di luna
intorno ai moli
lenza senza amo
che pesca quanto una
a pelo d’acqua armata
se i pesci nuotano profondi.
Non ci sono molte cose
da imparare
ad una velocità elevata
l'occhio nasconde
all'occhio di pensare.
Cammina trottola la meteora
a dischiudere orizzonti nuovi
e senza capire all'ultimo giro scompare.
A immaginare il tempo
io caduto numero
sotto il quadrante della meridiana
oggi che sciopera l’incanto
di quello che ero al levar del sole
prima di toccare sasso
alle scogliere cancellate
so di essere un calendario senza santi.
 

 

   Via di pianto e riso
 
 
Largo più di quanto non sia il cielo
a colorare il mare e le sue vene
lampo scivola in un raggio.
Dalla sua bocca di caverna
l'impazienza già trabocca
s'alza su in polvere e lapilli
da brace alla cenere
giù verso quel muro ormai cartone
e oltre scende al mare
a giacere nudo dopo il tuffo
in processione all’acquasantiera battesimale
a ritrovar la nascita
e s’abbandona alla terra
in quella zolla di pietra lavica che s’accende
fra le porte rosazzurre d’alba
sorella e madre
per via di pianto e riso
di chi è tornato a galleggiare.
Il fuoco in fondo a modo suo
è vita anche quando è incendio.

 

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